San Sebastiàn: profumo d’oceano e sapori baschi – Spagna ep. 1

Nel 2019 abbiamo scoperto i Pirenei, la Spagna e un pezzettino di Portogallo. Non abbiamo visitato le classiche mete calienti, ma abbiamo optato per il nord (pensando di patire meno il caldo). Questa scelta nasconde un problema a cui non avevamo pensato, ma andiamo per ordine.

“L’errore fatale”

Il 28 luglio ci svegliamo sotto un cielo grigio carico di pioggia, ma prepariamo le ultime cose sulla moto e partiamo. Superato il colle della Maddalena spunta un timido sole che finalmente riscalda i nostri corpi infreddoliti e ci permette di godere delle curve e dei paesaggi francesi. A Montpellier imbocchiamo l’autostrada e dopo 2,30 ore raggiungiamo le gorges de Galamus. Nei mesi estivi il traffico viene gestito da un semaforo, dato che la strada sarebbe troppo stretta per il passaggio di due macchine. Dal belvedere parte una passeggiata di 10 minuti che permette di raggiungere l’eremo di Sant’Antonio costruito in una cavità naturale della roccia.

Quella notte abbiamo dormito a Saint Martin Lys, al campeggio Le Moulin du pont d’Alies. Quest’ultimo è posizionato di fianco al fiume, super attrezzato e con bagni puliti.
Qui abbiamo passato la notte più lunga del viaggio. Abbiamo avuto talmente tanto freddo, nonostante avessimo indossato tutti i vestiti più caldi, che non abbiamo dormito nulla.

Il nostro errore è stato pensare solamente alla Spagna e al suo clima caldo, senza considerare che i primi giorni li avremmo passati sui Pirenei. Così ci siamo portati dietro solamente i sacchi lenzuolo, ovviamente non sufficienti per un riposo ristoratore.

Il fascino dei Pirenei

La catena montuosa si estende tra la Spagna e la Francia per più di 430 km raggiungendo i 3400 m di altitudine. Enormi prati verdi, rocce dalle particolari forme, mandrie al pascolo, profumo di aria pulita e sole caldo caratterizzano queste meravigliose montagne. Una scia colorata di motociclisti, e non solo, provenienti da ogni parte del mondo si muove per raggiungere la vetta.
Dopo aver conquistato 10 colli sistemiamo la nostra tenda nei pressi di Lourdes (purtroppo non ci siamo segnati il nome del campeggio e non riusciamo a trovarlo). Nel campeggio c’è un simpatico bulldog francese di nome Lulu che si fa coccolare da tutti i viaggiatori. Arriva da noi seguendo il profumo del cibo e non ci molla più per tutta la sera rubandoci la palla da ping pong.

Il giorno dopo ci svegliamo sotto ad un cielo grigio che minaccia pioggia (si in questo viaggio non siamo troppo fortunati con il meteo), così recuperiamo tutta la nostra attrezzatura e ripartiamo. Il programma della giornata prevedeva l’avanzamento del viaggio attraversando altri colli ma, a causa del meteo, abbiamo dovuto rinunciare. In piena estate ci siamo trovati sul colle d’Aubisque (1709 m) completamente immersi nella nebbia, con i fiocchi di neve che cadevano lenti e pure qualche mucca in mezzo alla carreggiata da evitare all’ultimo.
È stato davvero un peccato dover saltare la parte nord dei Pirenei, ma abbiamo potuto ammirare le abitazioni che avevano forme davvero uniche.

La Spagna inaspettata

Abbiamo deciso di prendere l’autostrada per poter arrivare in Spagna più in fretta possibile, speranzosi di trovare il sole. Avevamo associato, erroneamente ed inconsapevolmente, questo stato ad un clima caldo, nonostante ci fossimo informati prima di partire. Grave errore! A nord è presente un clima oceanico caratterizzato da abbondanti piogge e venti forti. In pratica tutti i giorni il cielo era grigio e in moto l’aria fredda si faceva sentire. Quindi se google dice che fa freddo, google ha ragione! Ascoltatelo, non fate come noi 😅

San Sebastiàn

Entriamo in territorio spagnolo e ci sistemiamo in una piazzola piena d’acqua e fango (si, siamo masochisti). A San Sebastiàn ci sono pochissimi campeggi, spesso bagnati dalla pioggia (noi ti abbiamo avvertito😅). Alleggeriamo la moto e ci dirigiamo in centro. La città è davvero affascinante, camminiamo sul Paseo Nuevo, una passeggiata nella baia de la Concha, che costeggia la montagna dell’Urgull. La passeggiata collega la parte antica della città, vicino a Kursaal, e l’acquario in 40 minuti circa.
L’oceano è talmente agitato che le sue onde arrivano fino al marciapiede bagnando i passanti increduli della sua potenza. Abbiamo “giocato” con l’oceano scappando ogniqualvolta l’onda si arrampicava minacciosa sulle mura; l’adrenalina in corpo, il sorriso che illumina il viso, gli occhi vispi e giocosi e i capelli un po’ bagnati.

Visitiamo il bellissimo acquario Donostia, famoso per il suo tunnel che consente di “immergersi” a 360° nell’acqua abitata da 40 specie (tra cui anche alcuni squali). Siamo rimasti nel tunnel per mezz’ora trattenendo il fiato ogni volta che si avvicinava uno squalo, abbiamo ammirato i volteggi delle razze e cercato di scovare i nascondigli dei pesci più piccoli.

Non chiamarle Tapas!

Data l’ora tarda decidiamo di fare un aperitivo con i tradizionali pintxos, simili alle tapas andalusiane. I pintxos li trovate solo a San Sebastiàn. Usate il nome corretto nel luogo giusto, altrimenti potrebbero offendersi!

Pintxos, San Sebstiàn

Entriamo in un locale e rimaniamo estasiati. Quelli tradizionali si sviluppano verso l’alto formando strati di colori e gusti incredibili tenuti insieme da un lungo stuzzicadenti chiamato, appunto, pintxos. Jamòn serrano, tortilla de patatas, chorizo, gaberetti, polipo (ti è venuta fame?).

Tradizione spagnola da NON PERDERE!!

Locale con pintxos, San Sebastiàn

Passeggiata nelle vie di San Sebastiàn

Ci siamo addentrati nelle vie della città in mezzo al fiume di gente (che nostalgia gli affollamenti 😪) ed abbiamo raggiunto il municipio. Una struttura davvero imponente in stile eclettico con una storia curiosa. Fu costruito nel 1887 ed utilizzato come gran casinò per 37 anni, fino a quando venne reso illegale il gioco d’azzardo. Nel 1947 la struttura venne riorganizzata per ospitare il municipio e la biblioteca centrale di San Sebastiàn. Essa si trova di fianco alla splendida spiaggia de la Chonca e al parco di Alderdi-Eder in cui si trova una giostra di cavalli. Qui abbiamo assistito ad uno spettacolo di danza di strada molto coinvolgente.

Per concludere in bellezza la giornata non poteva mancare la paella!

Continua a seguire il nostro itinerario, ti lasciamo il link dei successivi articoli:
2°: 4 tappe da non perdere nel nord della Spagna
3°: Piccolo assaggio del Portogallo, deserto Bardenas e Costa Brava.


Purtroppo Google maps non permette di creare l’itinerario perché alcune strade sono chiuse per l’invero. Per ora condividiamo i punti di interesse di cui ti abbiamo parlato nell’articolo. In seguito aggiorneremo la mappa per permetterti di scaricare la traccia.

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2 commenti su “San Sebastiàn: profumo d’oceano e sapori baschi – Spagna ep. 1”

  1. Simone Delprato

    Bravi ragazzi, continuate a scrivere, ora più che mai c’è bisogno per tutti di realizzare dei progetti o pensare alle cose belle che si potevano fare. Se vi può confortare, anch’io e mia moglie abbiamo dormito nel fango e nella pioggia di San Sebastian, che però rimane una delle più belle mete da raggiungere nella nostra bella Europa. Un’altra particolarità? Ad agosto (prima del covid), durante la tradizionale festa della Semana Granda, si possono vedere i bambini inseguiti e “picchiati” da strani personaggi sui trampoli!

    1. Penso che siano poche le persone che hanno piazzato la loro tenda a San Sebastiàn sul terreno asciutto 😂
      Grazie per aver condiviso la vostra esperienza, non conoscevamo questa festa tradizionale. C’è sempre da imparare ☺️

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