Braga, Deserto Bardenas e Costa Brava. Spagna Ep. 3

Oggi ti raccontiamo le nostre ultime avventure in Spagna e non solo… Feste folkloristiche, buon cibo, deserto, mare e finalmente un po’ di relax.
Se ti sei perso gli episodi precedenti puoi trovarli qui.

Un piccolissimo assaggio di Portogallo

A questo punto del viaggio ci troviamo a soli 160 km dal Portogallo. Vuoi non visitare almeno una città? La nostra idea iniziale era di vedere Braga per poi dirigerci verso Porto, ma abbiamo avuto un problema.

Problema.. Avevamo solo bancomat. Il ragazzo all’entrata dell’autostrada ci ha detto di uscire e andare in un ufficio per effettuare l’associazione. Ovviamente era domenica, perciò abbiamo provato a farla su internet con la carta del fratello di Marco. Dopo un’ora di inefficaci prove abbiamo deciso di raggiungere Braga tramite strada normale.

Finalmente arriviamo in questa città, ci sistemiamo al campeggio comunale (molto grande e pulito) Camping Braga e ci rilassiamo un po’ nella piscina. Nel pomeriggio ci avventuriamo per le vie labirintiche della città con tanti negozi di artigianato e prodotti tipici. Per esempio puoi trovare gli azulejos ovvero le tipiche piastrelle bianche e blu con disegni geometrici o con scene religiose/mitologiche. Vengono usate per formare particolari mosaici. Personalmente dovrò tornare a Braga, oltre che per visitarla meglio, anche per comprarmi quello zainetto in sughero che tanto avrei voluto portarmi a casa, ma che non sapevo dove mettere nelle valigie della moto già stracolme.

Braga, il giorno giusto per visitarla

Braga stupisce. Passeggi tranquillamente nelle vie e, svoltato l’angolo, potresti imbatterti in un monumento o una chiesa.

Ci gustiamo una cena incredibilmente buona con due bei piatti di pesce, due di carne (avevamo molta fame), una bella bottiglia di vino e il dolce. Indovina quanto abbiamo speso?! Solamente 30€.

Voglio vivere in Portogallo 😍. La vita è davvero economica, i paesaggi sono stupendi, cibo da favola, cosa si vuole di più?!

La sorpresa più bella è stata dopo. Abbiamo iniziato a vedere tantissima gente ferma ai lati delle vie del centro. Non capivamo cosa stesse succedendo. Poi abbiamo iniziato a sentire della musica….

Ci siamo trovati ad assistere ad una parata stile carnevale brasiliano. Gruppi con diversi temi si susseguivano accompagnati dal suono dei tamburi. La terra tremava al ritmo della musica, nell’aria c’era allegria e stupore. Il ritmo ti entrava talmente dentro che rimanere fermi era quasi impossibile. Davvero un’esperienza unica! Ancora oggi non abbiamo capito quale festa fosse però possiamo dirvi il giorno in cui l’abbiamo vista: era il 3 Agosto 2019.

Il deserto nella Navarra

Il Parco Naturale di Bardena Reales si estende per 42000 ettari. È proprio il deserto, situato nella parte centrale del Parco, la nostra prossima meta. Percorriamo 800 km tra campi di grano e girasoli con tantissime pale eoliche. Non trovando posto nell’unico campeggio della zona prenotiamo una stanza a Cadreita, paese fantasma

Il giorno successivo partiamo presto, superiamo enormi allevamenti di tori e le grotte di Arguedas.

Raggiungiamo il centro informazioni all’inizio del percorso nel deserto Bardenas Reales. Qui puoi avere molte informazioni utili e una cartina. Puoi scegliere tra diversi percorsi in base al tuo mezzo (auto, moto, bicicletta oppure a piedi) e al tempo che hai a disposizione. Attenzione! Non è consentito lasciare i sentieri anche perché, al centro del deserto, c’è un’area riservata al Poligono di tiro in cui vengono effettuate esercitazioni militari. Ovviamente l’accesso è severamente vietato. Tranquill* l’area è segnalata.

Abbiamo iniziato l’itinerario di 22 km alle 9 del mattino, quando il clima era ancora abbastanza fresco e il numero di visitatori ridotto.
Il deserto è popolato da tantissime specie di uccelli tra cui rapaci e avvoltoi. Il colore predominante è il bianco con striature rossastre, dovuto al terreno argilloso e ricco di sali. L’aria e l’acqua hanno modellato il paesaggio creando gole e montagne dalle strane forme chiamate cabezo. Una delle attrazioni principali è il Cabezo Castildetierra.

È ora di un po’ di relax

Decidiamo che è ora di passare qualche giorno in completo relax. Così percorriamo 500 km e ci sistemiamo a Llançà nel camping l’Ombra, quasi sul confine francese. I prezzi sono ben più alti rispetto a quanto ci stavamo ormai abituando, d’altronde ci troviamo in Costa Brava. Abbiamo scelto una piazzola proprio sotto degli alberi popolati da uccelli che ci hanno riempito la tenda di macchie bianche 🤬. Ma la cosa più fastidiosa è stata la presenza di un pappagallo che puntualmente, alle 5 di mattina, iniziava a fare dei versi talmente forti che ci svegliavano.

Cosa fare in Costa Brava, nei dintorni di Llançà

  • Relax in spiaggia e passeggiata nel porto.

  • Cap de Creus è il punto più ad est della penisola iberica. È presente un faro che si può raggiungere in macchina. Di fianco c’è un info point in cui si può prendere una cartina e organizzare la propria giornata. Segui i sentieri nelle rocce, parti all’avventura e scopri il modo per raggiungere le piccole calette dall’acqua cristallina. Inoltre trovi, di fianco al faro, un ristorante per goderti un bel piatto di pesce vista mare. 
  • Cadaques piccolo paese di pescatori. Fonte di ispirazione per molti artisti, Dalí la definì “il più bel villaggio del mondo”. Infatti qui vissero anche Picasso, Miro e molti altri; motivo per il quale sono presenti molte gallerie d’arte. È un paese della costa Brava romantico, con vie tortuose e case bianche che spiccano tra la vegetazione e il mare azzurro. Abbiamo visitato la chiesa di Santa Maria, situata nel punto più alto della città. Da lì si scorge il mare con tutte le barche dei pescatori. Entriamo e assistiamo, per pura fortuna, alle prove del concerto che si sarebbe tenuto la sera successiva. Ci sediamo in silenzio, chiudiamo gli occhi e ci godiamo il suono sapiente dei musicisti. Cadaques è ricca di locali, noi abbiamo scelto il ristorante la Sirena per gustare la nostra ultima paella. 

Ritorno a casa

Il ritorno è piuttosto veloce dato che ci trovavamo già al confine francese. Ci godiamo l’ultimo spettacolo della natura sul colle dell’Agnello (Val Varaita, Cn) e una buona pizza a Sampeyre alla pizzeria Co di Blin.

Alla prossima avventura 😊


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