Via della Seta in camper: la riscoperta di noi stessi

Siamo partiti il 15 Febbraio 2023 e siamo tornati 18 mesi dopo completamente cambiati.
Due cuori e un piccolo camper Fiat Ducato 1900 del ’95 senza 4×4.

Ripercorrere la Via della Seta in camper sulle tracce di Marco Polo era un sogno che stavamo coltivando da un po’. Volevamo attraversare confini, avvicinarci a nuove culture e ammirare orizzonti sconosciuti. Eravamo curiosi di conoscere punti di vista e modi di vivere diversi da quelli che ci hanno insegnato.

Partire è stato, prima di tutto, un atto di coraggio. Le paure iniziali erano reali e profonde: l’ignoto, le distanze immense, le frontiere, le lingue incomprensibili. Nonostante avessimo ascoltato i racconti di altri viaggiatori che avevano compiuto questa impresa prima di noi, è stato impossibile non considerare la narrazione che per anni ha creato un’immagine negativa di popoli e paesi.
Quindi prima ancora dei chilometri pesavano i pregiudizi e l’idea di non essere pronti.
Per superare questo ostacolo crediamo sia stata una scelta davvero azzeccata viaggiare lentamente. Ci ha dato il tempo di approcciarci alle differenze che incontravamo di paese in paese e abituarci ad avere uno sguardo più aperto, più profondo.
Km dopo km il diverso ha smesso di farci paura. Ogni confine attraversato non era solo geografico, ma interiore.

Vivi la nostra avventura sulla Via della Seta in camper

Abbiamo raccontato tutto sul nostro Canale Youtube. Questa è la playlist con tutti i video in ordine per vivere con noi questa avventura incredibile!

Abbiamo imparato ad adattarci a ritmi nuovi, a modi di vivere assurdi talmente lontani dalla nostra quotidianità che non potevamo nemmeno provare ad immaginare. L’India è sicuramente la vincitrice perché ha messo alla prova la nostra pazienza ogni giorno. Ci ha portato davvero allo stremo, un altalena di amore e odio che si susseguono anche più di una volta al giorno. Una scossa di vita davvero difficile da decifrare. Inizialmente volevamo andarcene. La differenza era talmente eccessiva che non riuscivamo a trovare un punto d’incontro, ma poi siamo riusciti a trovare la chiave, perché l’India dà e toglie continuamente. Bisogna saper stare al ritmo, un ritmo che a lungo andare prosciuga le energie.

Gli imprevisti sono diventati il pane quotidiano di questa folle avventura! D’altronde quando si decide di ballare bisogna farlo sul serio, quindi “segui il flow”, come mi disse mio fratello prima di partire.
Il camper è diventato una casa flessibile, e noi con lui: meno rigidi, più disponibili a cambiare piani, ad accettare che non tutto si può controllare. Davanti ai problemi, la Via della Seta ci ha insegnato a cercare soluzioni con calma, senza disperarci né arrabbiarci. C’era sempre qualcuno pronto ad aiutarci, una cosa che abbiamo vissuto solo una volta usciti dall’Europa. Le persone si interessano agli altri, cercano di aiutare e se non possono fare qualcosa loro stessi chiamano amici, cercano qualcuno che possa avere le competenze o le conoscenze che servono. Ci siamo sentiti parte di qualcosa più grande di noi.

Lungo il percorso, ciò che più ci ha trasformati sono stati gli incontri. Abbiamo scoperto un’umanità che purtroppo in Europa è stata dimenticata. Popoli di cui avevamo sempre sentito parlare male si sono rivelati di un’accoglienza inimmaginabile! Abbiamo imparato con questa esperienza che le persone che hanno meno sono più generose. Ti racconto un aneddoto che mi fa ancora emozionare.

Il senzatetto di Islamabad, Pakistan

Siamo stati per più di una settimana in uno dei parchi centrali di Islamabad, la capitale del Pakistan.
Tutti i giorni un signore veniva a trovarci e ci portava qualcosa da mangiare: pannocchie arrostite, mele, frutti mai visti etc.. Abbiamo sempre cercato di ricambiare, ma non ha mai voluto nulla, diceva “Welcome to Pakistan” e pedalava via con la sua bicicletta. Un giorno abbiamo scoperto che era un senzatetto che viveva nel parco. Nonostante avesse poco o nulla voleva farci sentire accolti nel suo paese!

La Via della Seta non ci ha insegnato solo come viaggiare, ma come stare al mondo: con più fiducia, più adattabilità e più umanità. Tornando ci siamo accorti che il viaggio non ci aveva semplicemente portati lontano, ma ci aveva cambiati in profondità lasciandoci un insegnamento essenziale: il vero confine da attraversare è spesso quello dentro di noi.

Scopri quali paesi abbiamo attraversato!

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